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Comune di Pressana

Provincia di Verona - Regione del Veneto


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Cenni Storici

CENNI STORICI

La più antica presenza dell’uomo in territorio di Pressana è documenta da reperti del Neolitico antico (V millennio a.C.) provenienti dalla località S. Agata; per le epoche successive la documentazione archeologica aumenta e proviene,abbondantemente, dalla frazione Caselle.

Recenti scoperte in località San Sebastiano documentano una vasta necropoli paleoveneta (IX – VI sec. a.C.), mentre dalla località S. Agata proviene importante materiale relativo alla fase celtico-romana. In epoca augustea il territorio è densamente abitato, perché interessato da una divisione agraria voluta dall’imperatore Ottaviano Augusto e attuato verso il 20 a.C., e viene assegnato all’agro di ATESTE (Este).

Sul territorio pressanese passa un’importante strada romana, la VIA PORCILANA O IMPERIALIS che congiunge Montagnana con Verona, a San Martino Buon Albergo.

Questa struttura viaria costituirà l'asse dello sviluppo insediativo non solo a Pressana, ma di buona parte del territorio dell'est veronese per i secoli successivi. Di derivazione romana è il toponimo di Pressana, anticamente Persana (da PERSIUS).

Di epoca alto-medioevale è l'intervento di bonifica dei Benedettini che, incanalando le acque provenienti dai Monti Lessini e dai Colli Berici, formando il Fiume Novo a nord ed il Fiume Fratta a sud, lasciando importanti segni della loro presenza in questa terra lontana dai centri urbani: lo stemma di Pressana è, infatti, caratterizzato da un simbolo che chiaramente allude a questa bonifica e cioè ad uno stivale parzialmente immerso in acqua (palude) e, sopra, tre stelle quale chiara allusione all'orientamento celeste a cui ricorreva chi attuava interventi sul terreno.

In epoca comunale Pressana ha un suo comune, anche se buona parte della proprietà terriera è di giurisdizione imperiale o di enti religiosi. Successivamente, il territorio viene assoggettato dalle varie signorie fin dal XI secolo: ai  Maltraversi subentrano gli Scaligeri, i da Romano, gli Estensi e infine i Carraresi.

Nel 1406 il Doge di Venezia decreta che il Colognese (Cologna e le sue Ville – quindi anche Pressana) venga aggregato al Sestiere di Dorsoduro. Tale situazione amministrativa perdura fino all’arrivo di Napoleone e alla Caduta della Serenissima nel 1797. La presenza dei Veneziani nel territorio pressanese è, tuttora, ben documentata dalle ville che alcune importanti famiglie della nobiltà hanno lasciato quale segno della loro ricchezza. All’arrivo delle truppe francesi la popolazione pressanese, come del resto tutta la gente del Colognese, conosce un momento di tristezza e di penuria: la rivoluzione francese aveva creato solo illusione in questa terra.

Con il regno lombardo-veneto Pressana, con tutto il Colognese, viene assegnata alla provincia di Verona, pur appartenendo AB ANTIQUO alla diocesi di Vicenza, ne è esclusa la frazione di Caselle che appartiene alla diocesi di Verona.

L’Ottocento e parte del Novecento, in particolare dall’annessione al Regno d’I talia fino alla prima guerra mondiale (1915 - 1918), sul territorio pressanese viene completata la bonifica idrogeologica e la produzione di coltivazioni specializzate, canapa  e baco da seta fanno aumentare notevolmente il reddito agrario.

La seconda guerra mondiale, dopo una fase fascista abbastanza tranquilla, porta nella sua epoca finale, un ampio lutto a Pressana: fu una rappresaglia compiuta dai tedeschi durante la ritirata (1945).

Ora Pressana è un paese tranquillo, laborioso e convive una realtà demografica tipica dei centri minori della pianura padano-veneta.

ARTE

Fra i monumenti artistici si ricordano:

  • l’ex chiesa parrocchiale con parti edilizie risalenti al IX – X secolo; interessante il bel campanile costruito nel 1598 dal mastro Domenico Vanzoneto, raffigurato in una scultura insieme ai quattordici Committenti; 
  • l’oratorio di San Sebastiano: l’edificazione è quanto rimane dell’antico complesso conventuale dei Benedettini, all’interno, è degno di nota un sarcofago del 1524; 
  • Villa Querini-Stampalia, ora Baldisserotto, costituisce il più antico esempio di proprietà veneziana in terraferma; ricco di affreschi l’antico oratorio medioevale legato ai Cavalieri di Rodi (sec. XIV); 
  • Villa Grimani, ora Albarello-De Grandi, con due alte torri laterali e, all’interno, importanti pitture del XVI-XVII sec. recentemente restaurate; 
  • Villa Cainaqua, ora Bergamasco-Martello, a Caselle: è costituita da una torre trecentesca e aggiunte del ‘ 500. Conserva importanti decorazioni pittoriche di varie epoche; 
  • Villa Gaudio, ora Visentin, opera del secolo XIX sulla base di un nucleo probabilmente seicentesco. Di particolare interesse l’interno ricco di decorazioni e il bel giardino.

ENGLISH VERSION:

BRIEF HISTORY

The first traces of man’s presence in the territory of Pressana are documented by finds relating to the Ancient Neolithic Age (V° millennium BC) from the locality of  S.Agata; archeological documentation increases with regard to successive epochs and comes in abundance from the district of Caselle. Recent discoveries in San Sebastiano document a vast early Veneto necropolis (IX° - VI° century BC), while a lot of the important S.Agata finds belong to the Celtic-Roman phase. In the times of Augustus, the territory was densely inhabited, as it was involved in agrarian divisions ordered by the Emperor Octavianus Augustus and carried out around the year 20 BC, and it was assigned to the agrus of ATESTE (Este).

An important Roman road crosses the territory of Pressana, the VIA PORCILANA or IMPERIALIS linking Montagnana to Verona, at San Martino Buon Albergo. During the following centuries, this road structure was to constitute the axis of the development of settlements not only in Pressana, but also in a great part of the eastern territory of Verona. The place-name Pressana comes from the Latin Persana (from PERSIUS).

During the High Middle Ages land-improvement works were carried out by the Benedictine monks, who left important traces of their presence in this land far from urban centres. They channelled the water from the Lessini Mountains and Berici Hills, forming the river Novo to the north and the river Fratta to the south: the coat of arms of Pressana is, in fact, characterized by a symbol that clearly refers to this land-improvement, that is, a boot, partially submerged in water (a marsh) under three stars, a clear allusion to the heavenly orientation of those carrying out interventions on Earth.

In the time of the communes, Pressana had its own commune, even though most of the lands fell under imperial or religious jurisdiction. Subsequently, from the XI° century onward, the territory was subject to various feudal rules: the Maltraversi family were followed by the Scaligeri, the Da Romano, the Estensi and finally the Carraresi. In 1406 the Doge of Venice decreed that the area of Cologna and it Villas – hence also Pressana – be aggregated to the Sestiere of Dorsoduro. This administrative situation lasted until the arrival of Napoleon and the fall of the Serenissima in 1797. The presence of the Venetians in the territory of Pressana is still well documented by the villas left by some of the important noble families as a mark of their wealth.

With the arrival of the French troops the population of Pressana, together with the rest of the people in the area of Cologna, went through a time of sorrow and hardship: the French Revolution had created only illusions in these lands.

During the Lombard-Veneto rule, Pressana, with the entire area of Cologna, was assigned to the province of Verona, in spite of belonging AB ANTIQUO to the diocese of Vicenza, except for the district of Caselle that belonged to the diocese of Verona.

During the nineteenth century and part of the twentieth, in particular since the annexation to the Kingdom of Italy until the First World War (1915 – 1918), the draining works were completed in the area of Pressana, and specialized cultivation of hemp and silkworms caused agrarian income to increase remarkably.

The Second World War, after a fairly quiet Fascist phase, brought much grief to Pressana: this was caused by a German retaliation act during the retreat (1945). Nowadays, Pressana is a quiet and industrious village, with  a demographic situation typical of minor centres in the Paduan-Veneto plain.

ART

Among the artistic monuments the following are worthy of note:

  • The ex-parish church with some parts dating back to the IX° - X° centuries; the lovely belfry is interesting, built in 1598 by the mason Domenico Vanzoneto, represented in a sculpture with the fourteen Commissioners;
  • The oratory of Saint Sebastian: this is what remains of the old Benedictine convent, with a noteworthy 1524 sarcophagus;
  • Villa Querini-Stampalia, now Baldisserotto, constitutes the oldest example of Venetian property on the mainland; the old medieval oratory, attached to the order of the Knights of Rhodes (XIV° century) is full of frescos;
  • Villa Grimani, now Albarello-De Grandi, with two tall lateral towers and, inside, important XVI-XVII° - century paintings, recently restored;
  • Villa Cainaqua, now Bergamasco-Martello, at Caselle: this consists in a fourteenth-century tower with sixteenth-century additions. There are important decorations from various epochs;
  • Villa Gaudio, now Visentin, XIX° - century, based, probably, on a seventeenth-century nucleus. Of particular interest are the interior, rich in decorations, and the beautiful garden.
Piazza Garibaldi N° 1
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e-mail: protocollo@comune.pressana.vr.it - P.E.C. : protocollo@pec.comune.pressana.vr.it